S.E.P.
(Sistema Energetico
primario)
Ogni individuo,
alla nascita, possiede una sorta di unità di elaborazione energetica
che, similmente al processore dei moderni computer, elabora flussi e
le strategie energetiche del soggetto. Tale unità d'elaborazione
energetica viene denominata Sistema Energetico Primario (S E P) ed accompagna
il soggetto fin dal momento in cui egli è concepito. Essa, quindi,
gestisce tutti i tipi di energia che ineriscono la persona, da quella
fisca a quella spirituale, incluse le altre, cioè quelle che
in genere vengono associate ai chakras o ai corpi sottili dell'aura.
Come il processore del computer (il famoso CPU -central process unit-),
però, il SEP ha bisogno di dati da elaborare. E dove li prende?
In effetti questi dati vengono "letti" dal SEP nella "eredità
energetica" dell'individuo. In altre parole ciascuna persona, quando
nasce, così come eredita un codice genetico, così porta
dentro di sé una sorta di registro che possiede i dati della
costituzione energetica, un vero e proprio "imprinting" energetico.
Cosa fa il SEP? Va in questo registro (simile alla memoria fissa del
pc), prende i dati e li elabora producendo come risultato finale un
percorso esperimentativo, un progetto di esperienze che occorrono al
singolo individuo per maturare in termini di evoluzone spirituale. Le
esperienze di cui si parla sono quelle che nella vita ciascuno di noi
fa. Se io vado al supermercato nel giorno x e vivo l'esperienza y, ciò
significa che il mio SEP ha stabilito quel percorso esperimentativo.
Come fa il SEP a trarre frutto dall'esperienza? Il sistema elabora e
produce un complesso di energie che, tramite l'azione del soggetto sarà
impiegato per vivere una certa esperienza: energie del moto per recarsi
al supermercato, stato d'animo del momento, stato di salute psichico
e fisico, ecc ecc. Questo complesso energetico subirà un cero
tipo di variazione durante l'esperienza stessa e poi ritornerà
all'individuo che l'ha generato. In questa maniera il portato esperimentativo
verrà incamerato dall'individuo con i suoi risvolti positivi
e negativi. Così SEP avrà prodotto e completato il suo
compito. Alla fine del ciclo vitale, con la Morte si avrà avuto
un certo grado di evoluzione che lo Spirito poi porterà con sé
per farne uso della nuova "eredità energetica" che
sarà base del successivo ciclo.
Accade spesso che
il ritorno del complesso energetico da un'esperienza sia talmente carico
di significati negativi che l'individuo non riesce ad assorbirlo. Egli,
cioè non riesce a far sì che anche i risultati fortemente
negativi abbiano comunque un risvolto positivo in termini di evoluzione.
Ciò può dipendera da diversi fattori: effettivo grande
impatto emozionale, inadeguatezza della psiche a vivere una esperienza
intensa, ecc. Allora cosa succede? In questo caso il "bolo"
di energia complessa che ritorna dal fatto esperimentativo non viene
"sciolto" ed assorbito nella struttura energetica del soggetto
(così come dovrebbe avvenire) ma rimane raggrumato e sospeso
all'interno della struttura stessa divenendo tossico per essa. In altre
parole l'individuo "rimuove" psicologicamente i fatto accadutogli
ma così facendo copre una piaga impedendole di essere curata.
Si è creato, così, un blocco energetico.
Bisogna stare attenti a non cadere nel tentativo di banalizzare l'argomento,
ritenendolo improbabile poichè non scientifico. Tuttaltro!
Molti esperimenti di Kinesiologia pongono chiaramente in evidenza come
questi nuclei energetici nocivi abbiano una ben dcumentabile influenza
sullo stato di salute della persona e sulle caratteristiche energetiche
generali del soggetto. Il più classico è quello del braccio
teso. Invitando una persona a tenere un braccio orizzontale e a ricordare
contemporaneamente un fatto o una sensazione lieti, si può notare
come occorre una buona dose di forza, da parte del diagnosta , per abbassare
l'arto dell'individuo. Al contrario, occorre molta meno forza allorchè
ad essere rammentati siano sensazioni o fatti spiacevoli. Volendo essere
ancora più incisivi nel dare una base neurofisiopatologica a
questi fatti, va ricordato che la muscolatura striata volontaria (quella
dei muscoli scheletrici per intenderci) è dotata, oltre che delle
fibre connesse alla corteccia celebrale (e quindi direttamente dipendenti
dallo stato di coscienza e dalla volontà del soggetto), anche
di una innervazione (motoneuroni o fibre gamma) che sfugge al controllo
cosciente e che, diversamente, è sotto il controllo del subconscio.
Queste fibre hanno una potente azione inibitoria o, per converso, eccitativa
sulla fibra muscolare.
Può avvenire, così, che il furore scateni una incredibile
forza in un uomo oppure che la paura lo indebolisca al punto da renderlo
completamente inerme. E tutto ciò senza che la parte coscente
possa intervenire. Un esempio chiaro: un adulto che è stato troppo
punito da bambino, in genere, è una persona che non sa reagire
e non riesce a trovare il coraggio di ribellarsi ad un suo aggressore
che, mettiamo, gli ha dato un ceffone.
Ciò perchè egli ricorda la violenza subita da bambino
e la sua impotenza ribellarvisi e quindi rivive lo stato di inerzia
che lo riporta a sottostare al torto subito. Ecco, così, che
il blocco energetico relativo a quelle esperienze "intossica"
la vita "energetica", nel senso più ampio del termine,
di quella persona. C'è di più: ciascuna esperienza, per
affinità (per simpatia = stesso sentire), va ad aggregarsi, rinforzandolo,
sul blocco primario aumentandone,così, la grandezza e, logicamente,
la nocività. Esistono blocci su tutte le forme energetiche ed
in tutte le combinazioni possibili:b locchi emotivi, dell'istintualità
sessuale, spirituali, ecc.
Il sistema energetico secondario
di difesa
Allorchè
si è stabilito un blocco, è necessario che questo venga
gestito ed isolato per limitarne il più possibile la lesività.
A far questo è il sistema secondario difesa (S E S D). Tale sistema
è incaricato della gestione dei blocchi. Questa energia viene
richiesta dal SESD al SEP che gliela trasfeisce riducendo il patrimonio
energetico utile alla gestione della vita materiale ed energetica del
soggetto. Sa la riduzione è protratta e marcata allora la persona
si ammala e alla fine può morire per azzeramento delle quote
di energia. Dire, per esempio, che una persona è morta i crepacuore
non è u semplice modo di dire. Significa, invece, che le esperienze
che ha vissuto e che non è riuscita ad assorbire hanno prodotto
blocchi energetici così grandi che per essere gestiti dal SESD
hanno comportato l'azzeramento delle energie a disposizione del SEP
per la gestione dell'attività vitale di quella persona. Ciò
ne a prodotto la Morte.
Gli interventi sulla struttura
energetica dell'individuo
Il diagnosta ha
bisogno, come fatto irrinunciabile, di inquadrare bene la tipologia
energetica del soggetto. Egli, prima di impiegare le più svariate
tecniche (ad esempio, il byo-sen reiki, la scansione dell'aura per inividuarne
le lesioni) per rilevare i blocchi energetici della persona in osservazione,
deve assolutamente raccogliere la più ampia anamnesi del soggetto.
Ciò può intuirne l'imprinting energetico.
Studiare attentamente, con domande, osservazioni, un paziente, porta
il diagnosta a configurarne la struttura energetica di base e, raccogliendo
i suoi ricordi, scavando, anche dolorosamente, in profondità
nella storia del paziente potrà inquadrare le patologie di quegli,
inserendole correttamente nella struttura energetica di base. Sapere,
ad esempio, che un giovane è vissuto in una famigli benestante
nella quale ambedue i genitori lavorano, che, magari , il giovane ha
vissuto con il nonno gran parte della sua infanza fa intuire che lo
Spirito, che in quel giovane si è incarnato, aveva preordinato
quel tipo di espetimentazione. Il diagnosta, però, centra il
suo obbiettivo nel momento in cui comprende che quel giovane poteva
vivere molto più facilmente alcune esperienze (e quindi sviluppare
certi tipi di blocchi) che non altre. Per esempio poteva, rispetto a
un ragazzo coetano povero ma con l'affetto dei genitori, sperimentare
la solitudine e non il dispiacere di non poter cambiare d'abito per
andare ad una festa. L'abilità dell'operatore sarà ancora
maggiore nel momento in cui, in blocchi multipli, deformati e complicati
dal tempo e da esperieze affini (simpatia), riuscirà ad isolare
ed enucleare, portandolo fuori, il blocco madre, quello che ha magnetizzato
tutti gli altri successivi. Ciò facilita l'opera del terapeuta
che al diagnosta succede nel completare l'opera di guarigione. Quest'ultimo,
infatti, riterrà in seguito, fondandosi sulla corretta diagnosi,
di impiegare le tecniche energetiche più varie (Chelazioni) per
poter curare ed eventualmente guarire del tutto il paziente.
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